CRACALIA

FIORIRE È IL FINE
essere fiore è profonda responsabilità

Fiorire è il fine, essere fiore è profonda responsabilità. Così recitano i versi di Emily Dickinson che hanno ispirato la nascita della rassegna di teatro e arte con cui, dal 2021, i fondatori e le fondatrici di CRACALIA ETS hanno scelto di ridare vita a una relazione con i pubblici, dopo la sospensione forzata del periodo pandemico. Una responsabilità che per noi si esprime permettendo che le più interessanti produzioni contemporanee incontrino con continuità le cittadine e i cittadini di un piccolo borgo come Melpignano, contrastando concretamente il divario nei consumi culturali del Paese. Crediamo che tutte le persone debbano avere accesso a un’offerta di spettacolo dal vivo quanto più plurale e di qualità, soprattutto se scelgono di restare, o di tornare al Sud.

Ci piace pensare a ciò che costruiamo come un allenamento costante verso la bellezza, come una pratica democratica fondata sul valore politico del teatro e sulla necessità di costruire spazi aperti e attraversabili, luoghi per comunità che vogliano confrontarsi e dialogare, contrastando assieme ogni forma di imbarbarimento tipica del nostro tempo. 

Con Fiorire è il fine abbiamo scelto di investire profondamente sul territorio, sempre con lo sguardo aperto all’internazionale e cercando di costruire relazioni costanti nel tempo con artiste e artisti di diverse provenienze e generazioni: è così possibile incontrare nelle nostre rassegne attrici e attori tra i più riconosciuti e premiati della scena contemporanea insieme a realtà alle prime esperienze produttive, offrendo loro spazi protetti per poter fiorire con i tempi e i modi giusti. Anche questo per noi è assumersi una profonda responsabilità

CRACALIA

FIORIRE È IL FINE
essere fiore è profonda responsabilità

Fiorire è il fine, essere fiore è profonda responsabilità. Così recitano i versi di Emily Dickinson che hanno ispirato la nascita della rassegna di teatro e arte con cui, dal 2021, i fondatori e le fondatrici di CRACALIA ETS hanno scelto di ridare vita a una relazione con i pubblici, dopo la sospensione forzata del periodo pandemico. Una responsabilità che per noi si esprime permettendo che le più interessanti produzioni contemporanee incontrino con continuità le cittadine e i cittadini di un piccolo borgo come Melpignano, contrastando concretamente il divario nei consumi culturali del Paese. Crediamo che tutte le persone debbano avere accesso a un’offerta di spettacolo dal vivo quanto più plurale e di qualità, soprattutto se scelgono di restare, o di tornare al Sud.


Ci piace pensare a ciò che costruiamo come un allenamento costante verso la bellezza, come una pratica democratica fondata sul valore politico del teatro e sulla necessità di costruire spazi aperti e attraversabili, luoghi per comunità che vogliano confrontarsi e dialogare, contrastando assieme ogni forma di imbarbarimento tipica del nostro tempo. 

Con Fiorire è il fine abbiamo scelto di investire profondamente sul territorio, sempre con lo sguardo aperto all’internazionale e cercando di costruire relazioni costanti nel tempo con artiste e artisti di diverse provenienze e generazioni: è così possibile incontrare nelle nostre rassegne attrici e attori tra i più riconosciuti e premiati della scena contemporanea insieme a realtà alle prime esperienze produttive, offrendo loro spazi protetti per poter fiorire con i tempi e i modi giusti. Anche questo per noi è assumersi una profonda responsabilità